Psicologo Psicoterapeuta Frosinone

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    “La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.“ Oscar Wilde

  • “Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.“ Fëdor Dostoevskij

    “Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.“ Fëdor Dostoevskij

  • “Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani.” – Seneca

    "Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani." - Seneca

  • “La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.“ – Proverbio Cinese

    “La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.“ - Proverbio Cinese

  • “L’uomo cresce secondo la grandezza del compito.” – Carl Gustav Jung

    "L'uomo cresce secondo la grandezza del compito." - Carl Gustav Jung

Studio di Psicologia Frosinone – Studio di Psicoterapia Frosinone

Psicologo Luca Zucconi Frosinone e provinciaQuesto sito nasce dall’esigenza di presentare in maniera semplice ed attendibile l’attività di cui mi occupo: la psicoterapia individuale, anche in modalità online, che trae origine dalla Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung e le relative aree di intervento. Volendo sintetizzare si può dire che questo approccio terapeutico punti ad aiutare chi sta soffrendo per dei sintomi ben precisi, o che sta soltanto attraversando una fase delicata e difficile della propria esistenza, a ritrovare un certo equilibrio e benessere psicologico legato al divenire maggiormente consapevoli dei propri vissuti emotivi e delle opportunità di crescita personale insite nei momenti di crisi che si attraversano.

Articoli di Psicologia e Psicoterapia

Articoli di Psicoterapia

Articoli di Psicoterapia Frosinone

Resilienza e Adattamento

L’Accademia della Crusca ha rilevato che Google Italia restituisce circa 430.000 risultati se si digita sul motore di ricerca la parola resilienza. Un numero stratosferico, che testimonia l’enorme diffusione odierna di questo termine. Etimologicamente deriva dal verbo latino resilere, composto dal suffisso re e da silere: letteralmente il rimbalzare, il ritornare di colpo, il tornare indietro di fretta, di un oggetto; in senso figurativo il ritirarsi, il togliersi, da una situazione pericolosa.

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Cocaina, Dolore Esistenziale, Psicoterapia

Cocaina, Dolore Esistenziale, PsicoterapiaAristotele sosteneva che i numeri non ci dicono cosa sia la realtà, ma ci permettono di interpretarla. Per la maggior parte dei fenomeni che si studiano e si osservano pare essere esattamente così, la cocaina invece – da questo punto di vista – costituisce un’eccezione. Stando ai numeri ufficiali, il consumo di questa sostanza sarebbe estremamente basso – in Italia un abitante su mille secondo il Dipartimento delle Politiche Antidroga – e al limite dell’irrilevante; tuttavia, purtroppo, questo dato stride con le continue richieste di psicoterapia per uso di cocaina che giungono ai professionisti del settore psy. Se fosse realmente lo 0,1% della popolazione ad usare cocaina, non dovrebbero infatti sostanzialmente esserci richieste di aiuto in tale ambito, di fatto non è così: la richiesta è continua e in crescita.

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La Prospettiva “Late Bloomer”

La Prospettiva Late BloomerLa cultura anglosassone riserva il termine late bloomer, che non conosce un corrispondente specifico nella nostra lingua, a quelle persone che raggiungono una certa condizione professionale e di successo in età abbastanza matura. Persone quindi, come suggerisce una traduzione piuttosto letterale dell’espressione, che sbocciano tardi, non così diversamente da quelle piante autunnali, come per esempio le camelie o le zinnie, che fioriscono bene dopo la stagione primaverile-estiva.

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Competizione Esasperata e Giovani Adulti

Competizione Esasperata e Giovani Adulti“Ho 27 anni e sono già fuori dal mercato del lavoro, le aziende prendono solo chi ha massimo 25 anni e si è laureato con la lode”, dice un paziente neo ingegnere. La stessa frase, quasi identica nelle parole, non è una sua esclusiva: la si sente pronunciare dai suoi coetanei laureati in giurisprudenza, in economia, o in altre discipline tecniche, con motivazioni analoghe a quelle dell’ingegnere appena citato. Ancora più pessimismo si respira nelle parole del neo psicologo, del neo sociologo, o del laureato in lettere, o in lingue, o in un ramo artistico: “Siamo tantissimi e non cercheranno di certo me…”; “Il mercato è saturo…”; “La nostra figura non è apprezzata dalla società…”; e via dicendo dicono i vari giovani delle varie facoltà umanistiche, quasi come se l’uomo al giorno d’oggi non fosse più importante.

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Anoressia e Riserva Mentale

Anoressia e riserva mentaleIl comportamento anoressico è così inquietante, così perturbante, da lasciare in genere assolutamente sgomenti. Esso appare un qualcosa di altro, di alieno, di estraneo: decidere volontariamente di non mangiare, espellere quel poco che si è inghiottito, consumarsi talvolta fino a morirne, appare per molti versi incomprensibile sia alla persona direttamente interessata, sia a chi le è vicino. Tale incomprensibilità dell’anoressia ha contribuito a far sì che vari studiosi e analisti, trovatisi a contatto con tale difficile e delicata condizione psichica, formulassero ipotesi psicologiche di volta in volta nuove e originali per provare a comprendere quanto da loro stessi osservato.

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Articoli di Psicologia Analitica

Articoli di Psicologia Analitica Frosinone

Il Possibile Valore della Lentezza nei Sogni

Il Possibile Valore della Lentezza nei SogniPartiamo da due sogni. Il primo è di una persona, un professionista impegnato nel settore delle costruzioni, che ha scoperto da più di un anno di avere una malattia cronica dall’esito degenerativo: “Sono in macchina, vado spedito verso Roma poiché l’autostrada è piuttosto libera. Improvvisamente, però, la strada devia senza che io possa farci nulla ed essa diventa via via più di campagna. Diventa del tutto sterrata e ad un certo punto è attraversata da un fiume. Tento di superarlo con la macchina, ma la macchina affonda. Esco dalla macchina e cerco di ritirarla su. Mi pare di riuscirci. Al di là del fiume vedo una famiglia che sembra felice”. Il secondo è di una donna tra i 30 e i 40, una grande lavoratrice che svolge due lavori contemporaneamente, ma da sempre soggetta a sottili forme di svalutazione, in famiglia e nelle relazioni sentimentali, che le lasciano costantemente addosso la sensazione di non valere poi molto come persona. Il sogno è questo: “Vado in macchina, procedo in maniera spedita, ma non so bene dove sto andando. Poi giungo nei pressi di un campo, c’è un trattore: è come se sapessi che devo preparare/coltivare quel campo”.

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Considerazioni Psicologiche su “Franny e Zooey” di Jerome David Salinger

Jerome David Salinger in “Franny e Zooey” mostra, come si era già visto ne “Il Giovane Holden”, un’incredibile maestria narrativa: raccontando solo una serata in cui Franny esce con il fidanzato Lane e una mattinata in casa Glass, riesce, grazie ad una serie di dialoghi tra i protagonisti, a farci conoscere, quasi come potessimo vederli, Franny e Zooey e gli altri membri della famiglia, nonché le vicende le principali vicende che li hanno riguardati. Veniamo così a conoscenza della traumatizzante morte suicida di Seymour, il maggiore dei fratelli sia per età anagrafica che per statura culturale e spirituale; di Buddy, il secondo dei fratelli e il più vicino a Seymour per formazione e spirito, divenuto nel frattempo uno scrittore affermato quasi sempre lontano fisicamente, ma la cui presenza emotiva è ben sentita poiché sembrerebbe la figura che più di altri potrebbe essere di aiuto nel superare il lutto di Seymour; dell’incapacità della madre Bessie, per quanto sinceramente preoccupata per i figli, di entrare profondamente in relazione con essi; dell’assenza di fatto del padre, il cui tempo pare essersi fermato a quando i figli erano fanciulli; della circostanza che tutti i figli, 7 in totale, hanno partecipato ad almeno una volta ad un’edizione di “Un Bambino Eccezionale”, programma televisivo dove in qualche modo venivano sfoggiate qualità culturali. (altro…)

L’Importanza Psicologica dell’Aura Artistica

L’Importanza Psicologica dell’Aura ArtisticaNel lontano 1936, con una lungimiranza davvero notevole Walter Benjamin, si pose il problema di come la riproducibilità tecnica di un’opera d’arte potesse influire sulla fruizione dell’opera d’arte stessa. Più precisamente temeva che la riproduzione continua di un’opera potesse toglierle una certa aura, ovvero quel fascino, quel mistero, quell’Alterità che caratterizza l’arte più elevata. Con il progredire tecnico – argomentava Benjamin – l’aura è inevitabilmente a rischio perché se un qualcosa diviene estremamente familiare e a portata di mano per definizione smarrisce quel che di distante e di inaccessibile e di unico che costituisce l’essenza stessa dell’aura.

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Brevi Considerazioni Sullo Stato Dell’Arte

“Nel 1997 il “New York Times” chiese a diversi studiosi e critici d’arte di rispondere alla domanda “che cos’è l’arte?”. Dal tono e dalla qualità delle risposte si capì come attualmente non sia per nulla scontato il riuscire a trovare una risposta chiara a questa domanda tanto semplice quanto assolutamente impegnativa. Per esempio, William Rubin, ex direttore del MoMa di New York, disse esplicitamente che “non esiste una singola definizione di arte” ed aggiunse che un’opera può essere ritenuta tale se un insieme indefinito di persone la considera “arte”; mentre l’eminente critico Thomas McEvilley fotografò lo stato dell’arte dicendo che “qualsiasi cosa può essere arte.” Risposte tautologiche, o che in ogni caso non rispondono alla domanda iniziale: banalmente, se ogni cosa può essere arte il rischio è che nulla possa esserlo realmente.

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Eccesso di Coscienza e Sogni

Eccesso di Coscienza e Sogni“Ora che si sono create le premesse per una coscienza psicologica più evoluta, il vero problema sarà saper essere degnamente inconsci.” Così Carl Gustav Jung in risposta ad una domanda di un gruppo di giovani studiosi di psicologia curiosi di sapere cosa, a suo parere, potesse costituire un tema psicologico centrale per la generazione attuale e per quelle future. Affermazione forte, con un che di paradossale se si considera come l’uomo abbia impiegato secoli per uscire da una certa coltre di inconsapevolezza, e che proprio per questo merita di essere approfondita più da vicino. E per farlo dobbiamo partire proprio da alcune osservazioni dello stesso Jung sulla coscienza.

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Articoli sull’Adolescenza

Articoli Adolescenza Psicologo Frosinone

Violenza Giovanile e Analfabetismo Emotivo: Famiglie e Scuola Possono Fare Qualcosa?

Violenza Giovanile e Analfabetismo Emotivo: Famiglie e Scuola Possono Fare Qualcosa?“Che sta succedendo? Perché tanta violenza tra i giovani?”, sono domande che il mondo adulto si pone sempre con maggiore frequenza in seguito a recenti fatti di cronaca, vedi su tutti lo stupro di Caivano perpetrato per mesi da più adolescenti ai danni di due ragazzine indifese di 10 e 12 anni, che hanno scosso e inquietato l’intera l’opinione pubblica. Si può rispondere a questi interrogativi? Difficile dirlo, ma un tentativo in tal senso può essere avanzato non dimenticando mai l’evenienza che un argomento così complesso può essere affrontato da diverse prospettive - come quella sociologica o quella psicologica - che, in ogni caso, non riescono mai ad esaurire l’argomento, perché è come se ognuna di esse cogliesse un qualche frammento di un puzzle che nel complesso è difficile da ricostruire in toto.

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Adolescenti e Adulti a Confronto

Adolescenti e Adulti a Confronto“Fino ad una settimana prima giocavo a calcio, andavo in giro e tornavo a casa tutto sudato, ed ero solo felice e preso da quello che facevo, una settimana dopo tutto di un colpo mi interessava moltissimo il giudizio degli altri, volevo vestire solo in un certo modo, avere un certo look, perché non volevo assolutamente più sembrare un bambino, ed inoltre avevo occhi e orecchie solo per le ragazze…”. Parole che non di rado si ascoltano nel momento in cui si incontra un adolescente, e che più di mille parole tecniche e specialistiche rendono l’atmosfera di cosa possa significare entrare nell’adolescenza: ritrovarsi catapultati improvvisamente e inaspettatamente in una condizione nuova, affascinante e al contempo angosciante.

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Bullismo e Cyberbullismo: L’Importanza di Parlarne

Bullismo e Cyberbullismo: L’Importanza di ParlarneIl bullismo si caratterizza per la presenza di comportamenti intenzionalmente aggressivi dal punto di vista psicologico, fisico e verbale, verso un ragazzo o una ragazza senza che ce ne sia una ragione. Il bullismo è infatti intriso di un’aggressività gratuita che ha il solo scopo di arrecare disagio e/o dolore nella vittima, prendendone di mira o una caratteristica di personalità, o una fisica, o la condizione familiare, o l’etnia. Una persona può così essere criticata per l’altezza, per il timbro di voce, per la sua timidezza, per l’essere sensibile, per l’omosessualità, per la famiglia d’origine, per la provenienza geografica, o per altri aspetti che non dipendono da quella specifica persona, e che né possono essere considerati né un merito, né una colpa.

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Scuola, Insegnanti, Burn-Out

Una ricerca piuttosto ampia realizzata qualche anno addietro dall’’Università “La Sapienza” di Roma volta ad indagare la presenza di burn-out negli insegnanti di scuole elementari, medie, e superiori, ha rivelato che il 31% dei docenti [1] ha sperimentato almeno una volta durante la carriera professionale un periodo di burn-out. Sempre da questa ricerca è emerso come il burn-out sia una condizione di pesante e faticosa demotivazione verso il lavoro in grado di colpire in maniera trasversale maschi e femmine, a prescindere dal grado di scuola in cui lavorano, e che ha più possibilità di manifestarsi in coloro che prestano servizio presso la scuola da più anni.

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Adolescenza e Lato Puer Aeternus della Psiche

Adolescenza e Lato Puer Aeternus della PsicheNel saggio “Divinazione e Sincronicità” Marie-Louise Von Franz scrive che per Jung gli archetipi sono “nuclei dinamici della psiche” che, per quanto inconoscibili in se per sé, esercitano il loro effetto sotto forma di immagini archetipiche, ovvero delle immagini guida, che influenzano in maniera significativa il percepire-sentire-agire di qualunque individuo. In sostanza, nessun individuo arriva al mondo come una tabula rasa.

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Articoli su Sessualità e Relazioni

Articoli Sessualità e Relazioni Frosinone

L’Importanza del “No” Nelle Varie Età

L’Importanza del “No” Nelle Varie EtàChiunque abbia avuto dei figli piccoli ricorderà come intorno ai due-tre anni il proprio bambino abbia iniziato, con una fierezza e una determinazione fino ad allora sconosciuta, a dire dei “no”. Molti genitori avranno altresì memoria di come in quel periodo, dinanzi a “no” tanto fermi e netti del loro bambino, non potessero fare a meno di chiedersi continuamente dove essi sbagliassero. Ma il punto centrale non era, così come non lo è per i genitori di oggi, quello: non è questione, almeno il più delle volte, di individuare la presenza di chissà quali errori genitoriali, quanto di mettere in conto che il “no” dei bambini di ieri e di oggi costituiva e costituisce una fisiologica e necessaria tappa evolutiva dello sviluppo. Perché il “no” pone una differenza, fa capire che al bambino egli è una persona con una sua volontà e con desideri che non necessariamente coincidono con quelli di chi se ne prende cura. Il “no”, in parole sintetiche, aiuta il bambino a cogliere che egli non è solo una copia dei genitori. (altro…)

“Lettera di una Sconosciuta”: Il Dramma di un Amore non Corrisposto

“Lettera di una Sconosciuta”: Il Dramma di un Amore non Corrisposto“Lettera di una sconosciuta” di Stefan Zweig è un romanzo breve del 1922, scritto in maniera elegante e raffinata, che ha la capacità di lasciare basiti e di stucco. In un certo senso, è come se il lettore fosse portato a chiedersi: “Ma è possibile che questa storia vada così?” La storia, in sintesi, è questa: un romanziere quarantunenne, affermato e benestante, riceve di soppiatto una corposa lettera dentro un plico non firmato. A scrivergli è una donna che l’ha sempre amato, che gli ha dato anche un figlio – morto da un giorno e che per questo, avvinta dalla disperazione, si è decisa a raccontagli tutto - , ma che, paradossalmente, lui non ha mai conosciuta, o meglio che da lui non è mai stata riconosciuta. (altro…)

Il Ghosting

Se c’è una parola che negli ultimi anni ha conosciuto una diffusione a macchia d’olio, in ambito psicologico e non, questa certamente è ghosting. Con essa ci si riferisce al fatto che una persona, prima presente, affettuosa, calorosa, intima, improvvisamente e di punto in bianco, senza spiegazione alcuna, scompare dall’orizzonte. La persona non risponde più a chiamate, sms, blocca ovunque, diviene, come l’etimologia inglese del termine suggerisce, un fantasma.

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Social e Solitudine

Social e SolitudinePrima dell’inizio del periodo che gli addetti ai lavori definiscono Internet 2.0, ovvero il periodo iniziato nel 2004 con la nascita del primo social network, cioè Facebook, basato sulla condivisone – interazione tra utenti, Internet veniva usato principalmente per approfondire, studiare, fare ricerche, in una maniera non così dissimile dalla vecchia enciclopedia cartacea. Dal 2004 in poi, invece, l’uso di internet più in relazione ai social network che ad altro è stato via via più evidente. Senza dilungarsi troppo su ciò, basti pensare che dopo l’avvento di Facebook sono nati in ordine cronologico, limitandoci solo a i più diffusi, prima YouTube nel 2005, poi Twitter nel 2006, poi WhatsApp nel 2009, dopo Instagram nel 2010, dopo ancora Telegram nel 2013, e infine TikTok nel 2016.

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Considerazioni Psicologiche sul Revenge Porn

Considerazioni Psicologiche sul Revenge PornIl nostro Paese ha approvato nel luglio del 2019 una legge sul “revenge porn”, ovvero una norma che vieta la diffusione di materiale esplicitamente sessuale senza il consenso della persona interessata, punendo tale condotta con una pena che può arrivare fino a 6 anni di reclusione.

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Articoli su Psicologia e Emozioni

Articoli Psicologia e Emozioni a Frosinone

L’Importanza Psicologica dello Stupore: Come Coltivarlo in Psicoterapia

L’Importanza Psicologica dello Stupore: Come Coltivarlo in PsicoterapiaL’enciclopedia Treccani definisce lo stupore come una “forte sensazione di meraviglia e sorpresa, tale da togliere quasi la capacità di parlare e di agire”. Esso ha a che fare con la curiosità, con il restare a bocca aperta, con l’incanto dovuto al trovarsi davanti a qualcosa di più grande.

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La Rabbia e il Fermarsi

La Rabbia e il FermarsiLa rabbia, insieme alla felicità - alla paura - alla tristezza - al disgusto, è generalmente considerata una delle emozioni di base dell’uomo. E’ un’emozione primaria perché, al pari delle altre già citate emozioni di base, svolge una funzione adattiva: davanti ad una minaccia o ad un pericolo essa facilita l’attivazione di una risposta adeguata che sia capace di fronteggiare la stessa situazione minacciosa/pericolosa che l’ha inizialmente innescata.

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La Psicoterapia Con l’Anziano

La Psicoterapia Con l’AnzianoE’ utile la psicoterapia per la persona anziana?” è una domanda più che legittima che spesso viene rivolta da familiari giovani dell’anziano, e/o dall’anziano stesso, prima dell’inizio di un percorso terapeutico che coinvolge una persona con un’età avanzata. Il dubbio che tale domanda contiene in sé è relativo al fatto che in genere si ritiene che per l’anziano nulla possa cambiare in meglio sia perché le scelte della vita sono già state compiute, sia perché la maggior parte della vita è già trascorsa, sia perché si da per scontato che in ogni caso la mente e il corpo andranno a deteriorarsi.

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La Razionalità e i Suoi Necessari Contrappesi

In linea generale il pensiero economico e sociologico, in particolare dagli studi di Adam Smith pubblicati nel 1776 in “La Ricchezza delle Nazioni”, ha sempre ritenuto la razionalità lo strumento per eccellenza al fine di prendere decisioni efficaci e capaci di garantire un risultato al singolo individuo. Per esempio, l’economia, intesa come scienza, postula che l’homo oeconomicus sia mosso da un intimo principio edonistico che lo porta a cercare di realizzare il massimo risultato con il minimo sforzo.

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L’Alessitimia

L’AlessitimiaIl termine alessitimia, proveniente dal greco alexithymia e traducibile letteralmente con “mancanza di parole per le emozioni”, indica sostanzialmente una certa difficoltà nel riconoscere e verbalizzare le emozioni in sé stessi e negli altri. Tale parola, alessitimia, è entrata nel linguaggio psicologico pochi decenni orsono, più esattamente nel 1976, grazie al lavoro di Peter Sifneos da egli stesso presentato nell’XI Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche.

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