Psicologia Analitica

Articoli di Psicologia Analitica Frosinone

Il Simbolo nella Concezione di Carl Gustav Jung

il-simbolo-in-jungCarl Gustav Jung è stato lo psicoanalista che più di ogni altro si è occupato di simboli nella storia della psicologia del profondo. A tal proposito basta ricordare che nella sua decennale carriera ha analizzato più di ottantamila sogni, si è dedicato alle mitologie, alle religioni e all’alchimia. (altro…)

Il Concetto di Ombra in Jung e nella Psicologia Analitica

ombraNel corso della sua brillante, ma vasta opera, Jung analizza il concetto di Ombra da diverse prospettive. Da un punto di vista descrittivo, come per esempio fa nel Seminario sull’Analisi dei Sogni, considera Ombra tutto ciò che non è cosciente. Da un punto di vista strutturale pone l’Ombra agli antipodi della Persona, la “maschera” con cui ci si presenta al mondo, definendola quella “componente della personalità che generalmente ha segno negativo” (Jung, 1942-1948, pag. 191). (altro…)

L’Uso Psicoterapeutico della Fiaba: il Lavoro di Verena Kast

uso-psicoterapeutico-della-fiabaNel suo lavoro psicoterapeutico con la fiaba Verena Kast sviluppa una premessa teorica tipicamente junghiana: se le fiabe sono rappresentazioni simboliche di determinati problemi, la singola fiaba che “tocca emotivamente” una specifica persona riesce a farlo perché esprime simbolicamente un conflitto inconscio, carico da un punto di vista emotivo, presente nella persona stessa. (altro…)

Le Fiabe Viste dalla Psicologia Analitica: il Lavoro di Marie-Louise Von Franz

fiabePrima di parlare dell’enorme lavoro svolto da Marie-Louise Von Franz sull’interpretazione psicologica delle fiabe, mi sembra interessante fermarsi un pochino a riflettere sulla struttura letteraria della fiaba, e vista proprio questa scarna struttura, sul sorprendente successo di cui hanno sempre goduto. (altro…)

Un Punto di Vista Junghiano sul Paziente Borderline

1.1 Uno sguardo generale sul disturbo borderline Prima di introdurre il contributo di Schwartz-Salant al trattamento del paziente con disturbo borderline di personalità, trovo opportuno prendere in considerazione quanto evidenziano i principali studi sugli esiti del trattamento presenti in letteratura. (altro…)

La Paranoia nel Lavoro di James Hillman

ParanoiaUn uomo è convinto di essere morto e dice, con assoluta certezza, al suo medico curante: “Sono morto”. Tra i due inizia subito un’aspra discussione, il medico fa appello ai sentimenti dell’uomo verso la famiglia, verso la vita, ma non ottiene nessun risultato. Il medico, poi, per indurlo a maggiore ragionevolezza fa notare l’intrinseca contraddizione di una frase “sono morto”, per il semplice motivo che un morto non può essere in grado di dire di essere morto. Ma anche queste argomentazioni del medico non sortiscono nessun effetto. (altro…)

Immaginazione e Realtà

Immaginazione e realtàIl rifugiarsi in fantasia, il fantasticare, è sempre stato visto con un certo sospetto dal mondo della psicoanalisi, perché considerato, facendo ricorso ad una definizione da dizionario usata da Vittorio Lingiardi, per lo più un “mezzo per non affrontare o risolvere problemi esterni e/o come modo di esprimere e soddisfare i propri sentimenti e desideri” (Lingiardi 1994, pag. 151). Il classico sognare ad occhi aperti, a cui talvolta chiunque ricorre, e che a livello psicologico somiglia ad un ritiro nel quale trovare un po’ di ristoro affettivo. Una possibilità, quest’ultima, che è sempre presente in ognuno di noi, se è vero come sosteneva Sigmund Freud, che l’essere umano nasce in una condizione in cui è completamente assorbito in se stesso, da egli chiamata di narcisismo primario, per passare solo successivamente ad una più relazionale ed aperta agli altri. In altre parole, una possibilità regressiva presente in tutti, che rischia di diventare psicologicamente pericolosa se tramutata in un cronico meccanismo difensivo. (altro…)

L’ Immaginazione Attiva

immaginazione-attivaNel periodo seguente la rottura con Freud, Jung, attraversò alcuni anni di malattia creativa, (Ellenberg 1970), da cui riuscì ad emergerne grazie ad un confronto diretto con le immagini dell’inconscio. Le immagini principali della vita di Jung, cioè Elia, Salomè, Filemone, Ka, erano delle personificazioni dell’inconscio successive a sogni che egli stesso dipinse, oppure che scaturirono da fantasie necessarie ad ampliare quanto stava accadendo in quella fase della sua vita. (altro…)

L’Attualità di un Approccio Psicologico del Profondo

attualita-di-un-approccio-psicologico-del-profondoNel corso della sua ormai più che centenaria storia, la psicoanalisi è stato spesso oggetto di critiche per il suo essere valutata da alcuni come poco scientifica. Uno dei maggiori critici di Freud, fondatore della disciplina, è stato il filosofo di origine austriaca Karl Popper. Secondo questo studioso un’ipotesi scientifica è tale solo se è falsificabile. (altro…)

Alcune Osservazioni Sul Concetto di Resilienza

Alcune Osservazioni Sul Concetto di Resilienza Il termine resilienza viene usato in fisica e in ingegneria per designare la capacità elastica che ha un corpo o un metallo di tornare al suo stato anteriore in seguito all’aver subito una deformazione o pressione. Implicando quindi la resistenza di un materiale nel reggere degli urti senza spezzarsi, ha goduto e gode di una certa popolarità in ambito psicologico laddove tende ad indicare le capacità di una persona di organizzarsi e di reagire, senza esserne travolta, dinanzi agli eventi avversi della vita. Entrando nello specifico della letteratura psicologica, il termine resilienza, ha fatto la sua comparsa all’interno di un ormai celebre studio realizzato da Werner e Smith. (altro…)

La Proiezione: Un Ponte Tra Coscienza E Inconscio

la-proiezione“L’Enciclopedia della Psicoanalisi” redatta da Laplanche e Pontalis, di estrazione culturale freudiana, definisce la proiezione come “un’operazione con cui il soggetto espelle da sé e localizza nell’altro, persona o cosa, delle qualità, dei sentimenti, dei desideri e perfino degli oggetti, che egli non riconosce in se.” Aggiunge poco più avanti che si “tratta di una difesa molto arcaica”, anche se talvolta presente in “modi di pensare normali come la superstizione” (Laplanche e Pontalis, 1995, pag. 439). (altro…)

Senso di Colpa e Senso di Completezza

Senso di colpaUna delle grandi lezioni della psicoanalisi è stata quella di porre l’origine del senso di colpa in relazione alle primordiali pulsioni aggressive del bambino verso uno dei due genitori. In Freud, e in misura ancora maggiore nel lavoro di Melanie Klein, tale legame è molto evidente. Se per Freud infatti il senso di colpa è da collegare alla rivalità che il bambino nutre verso il genitore dello stesso sesso durante la fase edipica, e proprio grazie ad esso riuscirà a superare tale momento cruciale dello sviluppo perché favorirà di li a breve un’identificazione con il genitore dello stesso sesso; per la Klein esso è invece qualcosa di presente fin dalle primissime settimane di vita del bambino. (altro…)

Il Padre in Occidente: dall’Antica Grecia ai Giorni Nostri

Nella Teogonia di Esiodo è possibile notare come il racconto della genesi delle divinità conduca progressivamente al regno di Zeus, padre degli dei. In principio fu il Caos, inteso come possibilità di apertura, da cui emerse, Gea,la Terra.  La Terra per estensione generò Urano, il Cielo. Insieme generarono i Ciclopi, fabbricanti di tuoni e fulmini, potenze del cielo. (altro…)

Conseguenze Psicologiche dell’Assenza del Padre

Volendo dare un seguito al discorso sul padre iniziato con il precedente articolo “Il Padre in Occidente: dall’ Antica Grecia ai giorni nostri”, possiamo notare come nelle sue opere Carl Gustav Jung analizzi il padre da due differenti livelli: archetipico e personale.  (altro…)

I Padri Contemporanei

Secondo Pietropolli Charmet (2001), i padri attuali svolgono un ruolo molto più affettivo che normativo rispetto ai padri delle precedenti generazioni. In termini più concreti, secondo questo autore, i padri attuali si occupano più della felicità del figlio, attraverso l’aiuto nel soddisfare i bisogni di quest’ultimo, piuttosto che del trasmettere regole e valori; considera cioè, volendo utilizzare le parole dell’autore, i padri contemporanei più “naturali” che “culturali”.  (altro…)

Vicinanza e Distanza tra Padre e Figlia

Vicinanza e Distanza tra Padre e Figlia“Il padre è la prima esperienza che una donna ha del maschile. Il padre da un modello importante per il modo in cui la figlia si metterà in rapporto con gli uomini e con il proprio aspetto maschile interiore.”  Con  queste parole Linda Leonard (1985, pag. 87) spiega con lucida consapevolezza il perché abbia incentrato molte delle sue energie e attenzioni di studiosa di psicologia del profondo sul rapporto che intercorre tra padre e figlia. (altro…)

Lo Sviluppo Femminile in Erich Neumann

Lo Sviluppo Femminile in Erich NeumannNon diversamente da altri studiosi, per esempio dal biologo Portmann o dallo psicoanalista Winnicott, Erich Neumann ha osservato come l’infante nei primi mesi di vita non percepisca l’altro come separato da sé. A differenza di altri, rivelando in tal modo una certa originalità, si è tuttavia domandato come cambi lo sviluppo della bambina da quello del bambino nel momento in cui entrambi effettivamente considerano l’altro come Altro da sé. Per la bambina l’Altro, generalmente la madre, non è poi così diverso.   (altro…)

Implicazioni Cliniche del Complesso Materno nella Donna

In “Considerazioni generali sulla teoria dei complessi” Carl Gustav Jung cerca sia di illustrare scrupolosamente cosa intendesse per complesso psichico a tonalità affettiva, sia di fornirne anche una definizione esaustiva. Esattamente scrive: “Che cosa è allora, in termini scientifici, un complesso a tonalità affettiva? E’ l’immagine di una determinata situazione psichica caratterizzata in senso vivacemente emotivo che si dimostra inoltre incompatibile con l’abituale condizione o atteggiamento della coscienza. Questa immagine possiede una forte compattezza interna, ha una sua completezza e dispone di un grado relativamente alto di autonomia, il che significa che è sottoposta soltanto in misura limitata alle disposizioni della coscienza, come un corpus alienum animato. Il complesso può di solito essere represso con uno sforzo di volontà, ma non eliminato e quando si presenta l’occasione opportuna riemerge con tutta la sua forza originaria.” (Jung, 1934, Op. Vol. 8, pag. 113).   (altro…)

Riti di Passaggio e Riti di Iniziazione

I termini riti di passaggio e riti di iniziazione vengono generalmente usati in modo intercambiabile, anche se tale intercambiabilità pare talvolta, come osservato da Brelich, non del tutto pertinente. I riti di iniziazione pongono infatti maggiormente l’accento su una dimensione intrapsichica e spirituale che intraprende in maniera radicale e precisa, come se si trattasse di una strada ben tracciata, il soggetto che si sottopone al rito stesso; mentre i riti di passaggio, delineando sostanzialmente una transizione da una condizione sociale ad un’altra, il più delle volte da infante ad adulto, necessaria a tutelare la coesione della società a cui si appartiene, paiono porre una maggiore enfasi sulla dimensione psicosociale dell’identità dell’individuo stesso che si sottopone, o viene sottoposto, al rito. (altro…)

Una Lettura Psicologica di Antigone

una-lettura-psicologica-di-antigone“Antigone”, la tragedia greca scritta da Sofocle nel 442 a.c.,  è stata ed è da molti considerata la tragedia per eccellenza partorita dall’Antica Grecia. In letteratura e filosofia è possibile rintracciare numerosi lodevoli commenti per l’eroina greca: basti ricordare che Hegel la definì “Antigone celeste”, oppure che D’Annunzio la invocò chiamandola “Antigone dall’anima di luce”. Antigone è stata tradotta in quasi tutte le lingue del mondo ed ha avuto più di 1500 recensioni (Corriere della Sera 2005). (altro…)

Il Senso d’Identità Nella Persona Straniera

Sempre più spesso in ambito psicoterapeutico capita di ricevere nel proprio studio persone straniere. Generalmente si tratta di immigrati che, vivendo ormai da un certo tempo in Italia, si interrogano sulla loro appartenenza, sulla qualità dei loro legami, in una sola parola sulla propria “identità”. Spesso la decisione di rivolgersi ad un terapeuta coincide con qualche evento, per così dire scatenante, che porta in primo piano il tema dell’identità personale. (altro…)

Complessi e Diagnosi Croniche

La disabilità è possibile metterla in relazione al grado di autonomia di una persona: minore è la possibilità/capacità di muoversi autonomamente nella vita, maggiore è il peso esistenziale che la disabilità assume per coloro che manifestano delle disabilità. La tematica “disabilità” viene generalmente affrontata da una prospettiva legislativa e sociale: si cerca di favorire il reinserimento lavorativo della persona diversamente abile, ci si impegna per l’abbattimento delle barriere architettoniche, si testano soluzioni per favorire l’apprendimento scolastico, e via dicendo. Iniziative e prospettive encomiabili che hanno certamente contribuito nel far sviluppare una più attenta sensibilità al tema, rispetto ai decenni precedenti, ma che non sono riuscite a debellare del tutto, come il brillante lavoro di Ervin Goffman mostra chiaramente, un atteggiamento di stigmatizzazione sociale, sostanziato da  una sfiducia di fondo verso il disabile, comunque ampiamente diffuso verso la disabilità in genere. (altro…)

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