Donald Kalsched e il Trauma

Donald Kalsched e il Trauma La letteratura psicologica è molto prolifera in tema di trauma, ma il lavoro in proposito di Donald Kalsched, “Il Mondo Interiore del Trauma”, merita con ogni probabilità un’attenzione particolare da parte di ogni clinico moderno. L’Autore, in maniera intelligente e originale, non si sofferma tanto sul trauma con l’idea di documentarne l’ampia fenomenologia, quanto sul cercare di penetrare in quei meccanismi psichichi per mezzo dei quali la psiche tenta di elaborare l’esperienza traumatica vissuta.

In altre parole, Kalsched non pare tanto parlare di trauma, quanto di psiche traumatizzata. E lo fa con coraggio ed esperienza, perchè il suo lavoro è pieno di casi clinici nei quali mostra, in particolare, il ruolo che gioca la dissociazione psichica in relazione all’evento traumatico. Dissociazione, come illustra magistralmente Kalsched, sostanziata da un insieme di fantasie archetipiche, interpretate come un meccanismo di difesa dall’Autore, realizzate naturalmente dagli strati più arcaici della psiche con il fine di tutelare quel nocciolo più intimo della personalità, ovvero il Sé, da quella “angoscia psichica intollerabile” che un trauma è capace di generare. Con il passare del tempo, tuttavia, tali fantasie si tramutano da sistema di autocura in fattore che blocca l’apertura verso se stessi, verso l’altro, e verso il mondo. Da questa angolazione, a causa di uno dei tanti paradossi della vita psichica, ciò che ha consentito, e consente per alcuni versi, di sopravvivere e anche ciò che impedisce di vivere nel senso più ampio del termine.
E l’abilità di Kalsched sta proprio nel mostrare come tutto ciò possa essere trattato, con le dovute accortezze e cure, a livello terapeutico.

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